20 anni dell’Associazione Piccoli Azionisti – parte 3

GLI ANNI DELLE “RICONSEGNE e DELLE RIVINCITE”

Gli ECCESSI E GLI “ATTACCHI ALLA GOLDEN SHARE” della HOLDING ACEA SPA

 VERBALE DI ASSEMBLEA ORDINARIA REPUBBLICA ITALIANA

Addì 11 – 5 – 2005- Presidente del Consiglio di Amministrazione Fabiano FABIANI, l’Amministratore Delegato Dott. Andrea Mangoni ed il Consigliere Signor Dino Piero Giarda;

Il Presidente dà la parola all’azionista Di Grazia il quale espone quanto segue: ”Buon giorno a tutti. In premessa del mio intervento intendo leggere un appunto che consegnerò al verbalizzante”.

L’associazione dei piccoli azionisti di ACEA S.p.A, – costituita secondo le disposizioni della legge 58 operante con la raccolta delle deleghe di voto – con sforzi immani per arrivare a rappresentare la validità della quotazione di un’ex municipalizzata con maggioranza detenuta dall’ente locale-, sottolinea che occorre richiamare l’attenzione dell’assemblea su due fatti:

  1. a) la palese violazione del codice di autodisciplina che, con piacere ho trovato nella cartella di questa assemblea, elaborato dal comitato per la corporate governance delle società quotate, che ACEA lo ha adottato e che pone il requisito dell’indipendenza per gli amministratori non esecutivi; amministratori indipendenti -dice il codice- sono coloro che non hanno relazioni economiche rilevanti con l’azionista o il gruppo di azionisti che controllano la società.

Le recenti notizie di stampa intorno al consigliere Caputi e al consigliere Ranucci, uno in rappresentanza dell’azionariato privato Caltagirone Unione Immobiliare, e l’altro organico alla parte politica che controlla il comune, la provincia e la regione (sappiamo che è stato eletto alla regione e verrà nominato assessore), dimostrano in modo palese la mancanza di indipendenza (preordinata dal Codice di Autodisciplina) .

Perciò, proprio perché la società ha adottato il codice di autoregolamentazione, va sottoposta all’assemblea degli azionisti -secondo i termini previsti dalle normative e dalle leggi. Va posto il problema.

  1. b) L’altro fatto è quello della sede dell’APA che dirigenti di ACEA spa hanno fatto murare, domenica primo agosto 2004, con un colpo di mano arrogante e volgare. Ovviamente la magistratura è intervenuta e in sede civile ha ordinato la reintegrazione dell’APA e in sede penale – questa è la posizione dell’APA – i nostri legali si stanno occupando della querela per violenza privata ed esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

La specifica condanna dell’ACEA – motivo che ci spinge a rivolgersi all’assemblea degli azionisti – comporta un danno per tutti gli azionisti. Invitiamo pertanto (l’APA la sua scelta l’ha già fatta!) l’assemblea ad assumere le opportune deliberazioni in ordine all’azione di responsabilità.

Voglio anche segnalare che questi fatti sono il sintomo della situazione di illegalità “diffusa” nella quale si muove il management, illegalità intesa come noncuranza di tutte le regole, non solo quelle scritte, come le norme di legge, di regolamento o di contratto, ma soprattutto di quelle non scritte, ché per una società quotata in Borsa sono altrettanto importanti – se non più importanti!

Darò questo testo a chi verbalizza.

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