Bufera mediatica e dimissioni dal CdA e dalla presidenza Acea di Luca Alfredo Lanzalone

La clamorosa vicenda degli “arresti operati dalla Procura della Repubblica di Roma” per i “presunti reati” (fino a sentenza passata in giudicato) commessi in relazione alla “costruzione dello Stadio della Roma”, si ascrive tra le notizie che negli ultimi anni hanno colpito, più volte, la nostra città.

Roma è la capitale d’Italia, il luogo dove la politica è sempiterna e trasformista. Dove se cambia il preside, si inneggia al nuovo arrivato. Dove le antiche usanze dei faccendieri trasformano i diritti in tangenti e gli appuntamenti elettorali in occasioni ghiotte per mungere le casse delle imprese, che sono pronte ad adattarsi per i propri “meschini interessi”. Insomma, oggi si presenta l’ennesima bufera mediatico-giudiziaria sugli intrecci tra politica ed affari.

L’APA CHIEDE ATTENZIONE E PRUDENZA

 Il Consiglio direttivo dell’Associazione Piccoli Azionisti ha deciso all’unanimità di lanciare questo Comunicato Stampa per mettere in evidenza quanto segue:

  • Acea non è “oggetto” delle attività di cui sopra.;
  • la Società è in piena “attività positiva” di rilancio dei servizi essenziali (Acqua, Elettricità, Ambiente, Illuminazione Pubblica e Artistica);
  • il Nuovo Piano Industriale, “accolto positivamente” da tutti gli operatori economici e dai mercati finanziari, è ormai a “pieno regime” nell’enorme “bacino di utenze” (sia idriche che elettriche) gestite dal Gruppo Acea SpA;
  • come ha già comunicato dalla Società il 14 giugno scorso, il CdA già convocato per il 21 giugno 2018 adotterà le decisioni che al momento sono richieste..
  •  Le dimissioniprontamente presentate” dall’avv. Lanzalone, eliminano qualsiasi ostacolo “tecnico-giuridico” al normale svolgimento delle attività programmate.

I piccoli azionisti Acea, alla luce dei fatti, hanno deciso perciò di agire per tutelare il buon nome dell’azienda, del personale dipendente (operativo sui territori), e gli interessi dellazionariato diffuso che partecipa attivamente al “capitale societario”, come dimostrato dall’ampia presenza in occasione dell’Assemblea degli Azionisti del 20 Aprile scorso.

In ultimo, e non per ultimo, l’APA-ACEA ricorda a tutti gli “attori rilevanti” (politici, amministrativi ed operativi) che l’Azienda Capitolina è stata “privatizzata per essere quotata in Borsa”, da parte del Comune di Roma, anche per fare cassa.

Insomma, dal 1999 ad oggi di acqua sotto i ponti ne è passata molta con “diversi colori” che non hanno lasciato fatti ed esempi (in fin dei conti) molto brillanti !? Tuttavia, è singolare che certi ex-amministratori (nominati da vari partiti) si ripresentino -in questa occasione- a pontificare presentando “ricette miracolose” e/o richieste “singolari” di intervento di CONSOB.

In ultimo, è indubbio che le potenzialità dell’azienda che gestisce “i servizi pubblici essenziali (con) concessioni pubbliche” nei più grandi “bacini di utenze” del Paese, generi vari interessi.

Tuttavia, con i relativi limiti imposti dalle regole vigenti e Fatto Salvo il diritto di cronaca riguardo alle vicende scandalose: dai fallimenti, dai pesanti disservizi, dai “tonfi di borsa” e dai Sindaci “neutralizzati” con atto notarile, per finire a “mafia capitale” etc., etc., alcuni personaggi dovrebbero astenersi dal lanciare proclami coinvolgendo l’Acea su vicende del tutto estranee e al di fuori della società dei servizi essenziali quotata in Borsa.

Noi abbiamo il diritto-dovere di invitare la Consob a vigilare attentamente per scongiurare speculazioni a Piazza Affari che potrebbero inficiare le attività in corso ed i corsi di Borsa.

Roma, 18 giugno 2018                                                                     Il Consiglio Direttivo